Culture in Dialogo invita il pubblico a vivere un’esperienza speciale: una visita guidata gratuita che unisce la scoperta delle opere custodite nei musei alle voci e ai racconti di cittadini provenienti da ogni parte del mondo. Ogni racconto nasce da un bagaglio di ricordi, tradizioni e saperi che riaffiorano di fronte a un oggetto capace di riportare alla mente un luogo, un profumo, una scena lontana.
È in quel momento che il patrimonio materiale dei musei si intreccia con quello immateriale delle persone, creando un dialogo tra culture che si incontrano. La visione alla base è che ogni espressione culturale è uno strumento fondamentale per la comprensione dell’identità transnazionale e per plasmare l’opinione pubblica sulla diversità culturale, etnica e religiosa nell’Italia contemporanea. L’obiettivo è rendere visibili le diverse culture presenti nel territorio attraverso il dialogo e lo scambio tra i cittadini di Cremona.
Il 28 marzo, per la prima volta, Culture in Dialogo arriva al Museo Civico, tra i quadri della pinacoteca, portando le storie e le voci dei cittadini a confrontarsi con le opere d’arte in un nuovo spazio di incontro e narrazione condivisa. Alle ore 15.00 si avvierà il primo gruppo; i successivi partiranno rispettivamente alle 15.30, alle 16.00 e alle 16.30, in modo da fornire più opzioni di orario per le visite e favorire una partecipazione ampia e inclusiva.
Culture in Dialogo è un progetto che unisce le associazioni di migranti, il Comune di Cremona (Centro Interculturale Mondinsieme del Settore Politiche Sociali e i musei del Settore Cultura) e il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, sede di Cremona, per la realizzazione di eventi che mettano in dialogo le diverse culture presenti sul territorio.
Per informazioni cultureindialogo@unipv.it, centro.interculturale@comune.cremona.it
Organizzato da Centro Interculturale Mondinsieme, Cremona Musei, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia – Sede di Cremona. La rassegna è supportata dal cofinanziamento di Fondazione Walter Stauffer.